Summer School "RecycLand: camminare nei territori in contrazione"

26-27 giugno 2020: Giornate di formazione @ Università della Basilicata

21 agosto / 1 settembre: 2020 Summer School @ Borgosesia / Torino

30 ottobre 2020: Giornata di studio @ Politecnico di Torino

APPLY BY MAY 8th 2020

Recycland è la IV edizione della Summer School itinerante promossa dal Laboratorio del Cammino (LdC), rete inter-universitaria di studenti e ricercatori che sviluppa progetti di didattica innovativa volti ad esplorare il contributo metodologico del camminare in urbanistica. La Summer School si svolgerà nell’agosto 2020 attraversando a piedi il territorio tra Borgosesia (VC) e Torino. I partecipanti saranno chiamati a indagare “in presa diretta” i mutamenti in atto nei paesaggi attraversati, e a restituire narrazioni spaziali e possibili traiettorie progettuali utili a migliorarne le condizioni di abitabilità.

TEMA

I territori di Biella e Ivrea hanno conosciuto due tappe fondamentali del processo di industrializzazione che ha investito il nostro Paese nel corso del Novecento. Culla della rivoluzione industriale italiana (qui furono installati i primi telai meccanici nel 1817), Biella ha ospitato un distretto tessile laniero articolato in modo policentrico e diffuso, e fortemente intrecciato con il territorio e la sua società. Sin dalla fine dell’Ottocento, numerosi imprenditori e famiglie di industriali hanno utilizzato l'impresa per trasformare e infrastrutturare il territorio, garantire un’alta qualità di vita dei dipendenti, promuovere politiche di ampio respiro. A soli trenta chilometri di distanza, Ivrea e il Canavese conoscono a partire dagli anni Trenta una politica aziendale tra le più lungimiranti del Novecento, nella cultura e organizzazione tecnica e nei riferimenti politico-culturali della fabbrica, grazie alla straordinaria avventura imprenditoriale, umana e professionale di Adriano Olivetti. L’esperienza di Olivetti ha segnato una stagione importante non solo dell'industrializzazione ma anche dell’urbanistica italiana, che a Ivrea ha trovato un’applicazione significativa nei progetti di espansione e riorganizzazione urbana e nella diffusione di nuove forme d’abitare.

A partire dalla fine degli anni Settanta, Biella e Ivrea attraversano, con modalità, traiettorie e velocità differenti, una radicale crisi industriale che conduce alla trasformazione dei processi produttivi, alla dismissione di una quantità rilevante di spazi del lavoro (e non solo), e a crescenti squilibri sociali e territoriali. Le crisi degli anni 2000 moltiplicano gli effetti della contrazione economica e dilatano le condizioni di abbandono, declino e inerzia nei paesaggi della produzione. Mentre alcune grandi imprese resistono e aumentano la loro ricchezza, il territorio è invece caratterizzato da fenomeni di “iperdismissione”, dal ridimensionamento demografico, dall'erosione dei patrimoni familiari, dall'abbandono delle aree interne e dalla migrazione delle fasce più giovani. 

Contemporaneamente, la crisi ambientale globale si è imposta con conseguenze locali che influiscono in modo pervasivo su quello stesso rapporto tra produzione e territorio. Paesaggi che soffrono per carenza o sovrabbondanza d'acqua (elemento essenziale per la produzione tessile), con esiti problematici dal punto di vista della gestione dei suoli e della mobilità di persone e merci: l’innalzamento delle temperature, l’elevato rischio idrogeologico, imputabile sia allo scioglimento dei ghiacciai sia alla relazione stretta tra edifici industriali (spesso dismessi) e corsi d'acqua, l’inquinamento delle falde acquifere, con conseguenze sulla qualità dei prodotti anche tessili, e l’abbandono dei territori agricoli del riso e del vino.

Oggi il Biellese e il Canavese rappresentano due casi emblematici di territori in contrazione, ovvero di territori che in seguito sia al mutamento delle condizioni economiche globali, sia alle profonde conseguenze locali del cambiamento climatico, necessitano di una profonda riorganizzazione spaziale. Seppure in forme e intensità diverse, quel che unisce queste due geografie è una vera e propria metamorfosi delle relazioni tra territorio e produzione, rispetto al quale l’urbanistica è stata messa a dura prova nella coerenza del suo apparato conoscitivo e nell’efficacia dei suoi strumenti. Le grandi fabbriche, i piazzali, le infrastrutture, ma anche le case, gli uffici e gli spazi del commercio, progettati, abitati e significati da economie oggi svanite, ristrette o sostituite, sono in attesa di nuovi usi e declinazioni per le comunità locali, aspettano “nuove ecologie” (R. Banham).

Territori in contrazione che, nonostante il difficile adattamento alle dinamiche della contemporaneità, rispondono in modi diversi alla condizione attuale. 

Ivrea, da poco nominata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, come esempio eccezionale di “Città Industriale del XX secolo” è in cerca di un destino per l’enorme legacy materiale olivettiana, fatta di grandi fabbriche moderne, case per dipendenti dagli elevati standard abitativi, e una costellazione di servizi sociali già fulcro della vita di comunità disseminati in tutto il Canavese, oggi solo in parte riutilizzati dalla popolazione locale. 

Inseguendo le nuove opportunità dischiuse da cultura e innovazione, e costruendo soprattutto una rete di attori privati e pubblici che superano l'eroismo del Novecento tentando di agire come sistema, Biella invece si ripensa come “Città della Creatività”. Mentre nel 2019 entra a far parte del network “Città Creative Unesco”, la città e il suo territorio si scoprono incubatori di un tessuto sociale incredibilmente vivace, fatto di istituzioni culturali, fondazioni, grandi imprenditori e un pulviscolare associazionismo, che diventano promotori e sostenitori di processi strategici e di sviluppo territoriale che cercano di superare le sfide della dismissione e della contrazione sociale. 

Quali metamorfosi interessano gli spazi del lavoro nel biellese e nel canavese? Di fronte all'attuale crisi climatica globale, quali risposte emergono dai territori in contrazione e quali traiettorie per l’urbanistica? E quanto il camminare e l’esperienza diretta e corporea dei luoghi costituisce un’angolazione privilegiata per cogliere le dinamiche di contrazione, dismissione e i processi di mutamento, gli usi temporanei e le rioccupazioni incrementali degli spazi del lavoro e dell'abitare?

 

L’obiettivo della Summer School è comprendere quanto l’esplorazione dal basso, il camminare, l’andare a piedi, il vedere, l’ascoltare e l’entrare lentamente nei luoghi, siano modalità essenziali per leggere ed indagare i fenomeni di contrazione in atto. In particolare, accompagnati da docenti, ricercatori e da artisti che lavorano a stretto contatto con il territorio e le sue trasformazioni, gli studenti saranno orientati a ricercare e descrivere il significato profondo delle metamorfosi degli spazi del lavoro e a riconoscere le sfide economiche e sociali poste dal cambiamento climatico. 

PROGRAMMA

Sono previste tre giornate di formazione prima dell’inizio del cammino, che offriranno ai partecipanti le conoscenze e gli strumenti utili per svolgere le attività della Summer School. La partecipazione alle tre giornate di formazione è obbligatoria.

Le prime due giornate si terranno venerdì 26 e sabato 27 giugno 2020 a Matera presso la sede dell’Università degli Studi della Basilicata. Sono previsti un seminario su alcune questioni metodologiche legate al fare urbanistica in cammino, e un primo confronto con i partecipanti, al fine di istruire obiettivi e modalità di svolgimento del lavoro. La terza giornata di formazione si terrà a Borgosesia (VC) il 21 agosto 2020, prima giornata della Summer School, e fornirà ai partecipanti un primo profilo del territorio attraversato, e una ricognizione degli strumenti e delle politiche urbanistiche che lo interessano.

La Summer School si svolgerà dal 22 agosto all’1 settembre 2020 e consisterà in un itinerario a piedi da Borgosesia (VC) a Torino, passando per i territori del Biellese e del Canavese, sostando a Pray, Valle Mosso, Biella, Donato, Ivrea, Scarmagno, Volpiano, Settimo Torinese. 

Ad ottobre 2020 è prevista a Torino una Giornata di Studi finale per presentare i risultati della Summer School e valutare gli esiti conseguiti, fondamentali per l’attribuzione dei CFU. I risultati dell’indagine conoscitiva e progettuale saranno pubblicati nel sito web del Laboratorio del Cammino.

COME PARTECIPARE

La call per partecipare alla Summer School è aperta dal 30 marzo all'8 maggio 2020. Possono parteciparvi gli studenti afferenti ai corsi di laurea triennale e magistrale in: Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale; Urbanistica; Architettura; Geografia e scienze territoriali; Design; Ingegneria edile e corsi affini; provenienti dalle università partner della Summer School: Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Camerino, Università degli Studi di Cagliari, Università degli Studi di Palermo e Università degli Studi della Basilicata. Due studenti verranno selezionati dall’Università degli Studi di Teramo.

Possono fare domanda anche non studenti o studenti provenienti da altre università. La loro accettazione sarà tuttavia soggetta a disponibilità ristretta. Il numero massimo di studenti/esse ammessi sarà di 32 persone. 

Per partecipare, è necessario inviare entro l'8 maggio 2020 un curriculum vitae accademico, una lettera di motivazione e un portfolio con una selezione di lavori progettuali all’indirizzo e-mail laboratoriodelcammino@gmail.com.

L’accettazione della domanda sarà comunicata dagli organizzatori del laboratorio entro lunedì 18 maggio 2020.

A seguito del cammino, i partecipanti dovranno elaborare, a gruppi, un book A5 e relativo supporto digitale, per restituire l’esito delle ricerche e attività condotte.

Al termine della Summer School, ai partecipanti provenienti dalle Università partner del LdC saranno riconosciuti 3 o 4 crediti formativi (CFU) assegnati sulla base dell’elaborazione del prodotto didattico, valutato dal Comitato Scientifico del Laboratorio del Cammino durante la Giornata di Studi conclusiva della Summer School, a Torino.

Ciascun gruppo di studenti sarà affiancato da un tutor che offrirà supporto allo sviluppo del lavoro.

QUANTO COSTA

La partecipazione alla Summer School è soggetta al pagamento di una quota di 175 euro comprendente il costo dei pernottamenti, degli spostamenti in bus e del noleggio di un furgone con conducente per il trasporto dei bagagli e del cibo. La quota di partecipazione non comprende il vitto e il viaggio per Borgosesia e da Torino. Nel corso del tragitto, il gruppo alloggerà in tende da campeggio presso strutture pubbliche concesse dalle amministrazioni locali attraversate, o in ostelli o campeggi scelti per economicità. Ai partecipanti sarà richiesto spirito di adattamento e senso della condivisione, pur nel rispetto dei valori individuali. La maggior parte dei pasti saranno preparati dal gruppo stesso sulla base di una cassa comune raccolta all’inizio della Summer School direttamente dagli organizzatori.

 

Per informazioni, scrivere una mail a laboratoriodelcammino@gmail.com

COORDINAMENTO OPERATIVO

Luca Lazzarini, Mirko Greco, Ilaria Tonti e Matteo Trane (Politecnico di Torino), Serena Marchionni (Ikonemi), Maria Teresa Silvestrini (Liceo A. Einstein), Marcella Turchetti (Associazione Archivio Storico Olivetti), Michele Cerruti But (Fondazione Pistoletto), Viviana Sabia (Università della Basilicata).

 

COORDINAMENTO SCIENTIFICO

Anna Maria Colavitti (Università di Cagliari); Serena Marchionni (Ikonemi); Luca Lazzarini e Cristiana Rossignolo (Politecnico di Torino); Marco Mareggi, Chiara Merlini e Andrea Rolando (Politecnico di Milano); Flavio Stimilli e Massimo Sargolini (Università di Camerino); Filippo Schilleci (Università di Palermo); Daniele Cinciripini (Università di Teramo); Daniela Allocca (Università di Napoli L’Orientale); Maria Valeria Mininni (Università della Basilicata); Marcella Turchetti (Associazione Archivio Storico Olivetti); Michele Cerruti But e Paolo Naldini (Fondazione Pistoletto).

 

Sponsor:

Laboratorio del Cammino

viale Pier Andrea Mattioli 39

10125 Torino TO, Italy

laboratoriodelcammino@gmail.com

 

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